La Digital Risk Protection (DRP) non è più un semplice progetto IT. Domini falsi, inserzioni nel Darknet e un marcato aumento della CEO‑fraud costringono consigli di amministrazione e CISO ad assumere la responsabilità strategica. In questo contributo spieghiamo l’attuale panorama delle minacce in Svizzera, come funzionano fake‑domains e CEO‑fraud, quali implicazioni regolatorie esistono e quali misure dovrebbero essere prioritarie per i decisori.
Che cos’è la Digital Risk Protection (DRP)? Definizione e compiti chiave
La Digital Risk Protection indica un insieme di processi, tecnologie e servizi che proteggono le aziende da rischi esterni derivanti dalla presenza digitale. Ne fanno parte il monitoraggio del Darknet e dei marketplace, il rilevamento di domini falsi e dell’impersonation sui social media, nonché il monitoraggio di leak e offerte di dati. La DRP combina il controllo tecnico con processi regolari di tutela del marchio e incident response.
I compiti chiave sono: individuazione e abbattimento di fake‑domains, monitoraggio di credenziali compromesse, protezione del marchio contro le imitazioni sul web e rapidi processi di takedown. Per il consiglio di amministrazione la DRP significa governance di rischi reputazionali ed economici esterni, non semplice tuning del firewall.

La DRP affronta rischi al di fuori della rete
Perché la DRP è rilevante per il management
Domini falsi e CEO‑fraud hanno effetti finanziari diretti e minano la fiducia. Mentre l’IT attua difese tecniche, le decisioni su budget, enforcement legale e comunicazione esterna sono responsabilità della leadership. La DRP richiede interfacce con Legal, Compliance e Comunicazione — di conseguenza la responsabilità va ancorata a livello di vertice.
Per CISOs e consigli di amministrazione vale: senza una chiara strategia DRP le organizzazioni restano esposte a manipolazioni esterne che non possono essere prevenute con i soli controlli IT classici.
Dati svizzeri attuali: CEO‑fraud e phishing
I rapporti più recenti documentano un forte aumento della CEO‑fraud e un’esplosione delle attività di phishing in Svizzera. Tali sviluppi, attestati da studi e report di settore, riguardano aziende di ogni dimensione.
CEO‑fraud: crescita ripida 2023–2024
Secondo un’analisi dello Swiss Cyber Institute e informazioni riepilogative dell’Ufficio federale per la cybersicurezza, i casi documentati di CEO‑fraud in Svizzera sono passati da 487 (2023) a 719 (2024) — un aumento di circa il 48 %. Questi attacchi iniziano tipicamente con e‑mail di phishing e social engineering e prendono di mira i processi di autorizzazione dei pagamenti. L’analisi avverte che gli aggressori utilizzano sempre più messaggi generati con IA che imitano i modelli comunicativi legittimi (Swiss Cyber Institute).
Phishing e fake‑domains: forte aumento nel 2024
Il rapporto “Swiss Cyberattacks: Trends and Analysis 2024–2025” documenta un’esplosione di messaggi di phishing in Svizzera: oltre 975.000 e‑mail di phishing registrate nel 2024, contro meno di 500.000 nel 2023, pari a un aumento di circa il 95 %. Schemi ricorrenti sono domini falsi, imitazione di noti operatori svizzeri e avvisi di spedizione o pagamento fraudolenti. Gli aggressori impiegano inoltre l’IA per creare contenuti ingannevolmente realistici (SPIE / OFCS sintesi).
Conseguenze: rischio finanziario e danni reputazionali
I trend documentati mostrano effetti chiari: perdite finanziarie dirette per trasferimenti non autorizzati, maggiori oneri di compliance e perdita di fiducia dei clienti. Parallelamente, il settore assicurativo segnala una rimodulazione del rischio cyber e una dinamica di crescita nel business delle cyber‑assicurazioni (Swiss Re), mentre le società di consulenza sottolineano la necessità di Digital Trust (PwC).
Pressione regolatoria: obblighi di notifica e compliance
La Svizzera ha adottato nel 2025 nuove disposizioni che obbligano gli operatori di infrastrutture critiche a notificare gli incidenti cyber entro termini brevi. Dal 1° aprile 2025 vige un obbligo di notifica di 24 ore per gli operatori interessati; le sanzioni in caso di mancata segnalazione sono in vigore dal 1° ottobre 2025. Questa normativa modifica in modo sostanziale i requisiti di detection, reporting e governance (Industrial Cyber).
Per i consigli di amministrazione ciò significa: le capacità di incident response e i processi DRP devono essere organizzati in modo da identificare, valutare e notificare rapidamente gli eventi. Le funzioni legali e di comunicazione vanno coinvolte precocemente per limitare conseguenze regolatorie e reputazionali.
Aree d’azione per CdA e CISO
La combinazione di attacchi in aumento, inganno supportato dall’IA e nuovi obblighi di notifica impone misure concrete. I decisori dovrebbero considerare la DRP parte integrante del risk management aziendale e stanziare un budget per misure DRP iniziali e servizi di takedown.
Primi passi consigliati per organi di vigilanza e direzione
1) Inventario della superficie di attacco digitale: Censite marchi, domini, sottodomini e canali di comunicazione critici. Individuate quali domini sono particolarmente esposti all’impersonation.
2) DRP‑monitoring e processi di takedown: Implementate un monitoraggio continuo (incluso il Darknet) e servizi di takedown garantiti contrattualmente. Curate le interfacce con Legal e Brand Protection.
3) Rafforzare i controlli finanziari: Seconda approvazione automatizzata, conferme out‑of‑band e processi rigorosi di autorizzazione dei pagamenti riducono le probabilità di successo della CEO‑fraud.
4) Awareness e comunicazione di crisi: Formate consiglio, direzione e personale rilevante sulle tecniche di inganno basate su IA. Sviluppate playbook per una comunicazione rapida dopo un incidente.
5) Integrazione in governance e pianificazione di budget: Ancorate formalmente i servizi DRP nel registro dei rischi e predisponete un budget iniziale per coprire monitoring, takedown e prime misure legali.
Conclusioni
Fake‑domains e CEO‑fraud non sono più fenomeni marginali, ma rischi sistemici con impatto finanziario e reputazionale diretto. Studi e report svizzeri documentano un netto aumento degli incidenti e un irrigidimento dei requisiti regolatori. La Digital Risk Protection deve quindi diventare una priorità del vertice: la responsabilità per budget, governance e reporting spetta a consiglio di amministrazione e direzione; pianificazione strategica della sicurezza, attuazione tecnica e misure operative al CISO.
Il prossimo passo
Se desiderate quantificare la superficie di attacco digitale e implementare le prime misure DRP, vi supportiamo nella definizione delle priorità, nella pianificazione del budget e nell’implementazione.
🎯 Key take‑aways – Agite ora
Conclusioni concrete per consiglio di amministrazione, CEO e CISO:
✓ Rendere la DRP un compito di governance: Ancorate responsabilità e budget nel registro dei rischi.
✓ Monitorare fake‑domains e Darknet: Monitoraggio continuo e vie rapide di takedown sono centrali.
✓ Rafforzare i controlli finanziari: Conferme out‑of‑band e approvazioni multilivello riducono i rischi di CEO‑fraud.
✓ Raccomandazione di budget: Pianificate un budget iniziale per monitoring, takedown e prime misure legali.
✓ Verifica periodica: Valutate le misure DRP nel contesto dei cambiamenti di compliance e dei trend di mercato, ad esempio i report di SPIE/OFCS e Swiss Cyber Institute.
Domande frequenti: FAQ sulla Digital Risk Protection
Che cos’è la Digital Risk Protection?
La Digital Risk Protection è una pratica interdisciplinare che riduce i rischi esterni, visibili e invisibili, per le aziende — dai domini falsi all’abuso del marchio fino alle offerte di dati nel Darknet. La DRP unisce monitoraggio tecnico a misure legali e comunicative.
La nostra azienda ha bisogno della DRP?
Sì. Le aziende con una presenza digitale rilevante, flussi di pagamento sensibili o marchi noti dovrebbero implementare la DRP. Il panorama delle minacce in Svizzera — documentato, tra gli altri, da SPIE/OFCS e Swiss Cyber Institute — mostra che la DRP richiede investimenti e una governance chiara.


